Libreria Antiquaria Il Cartiglio Archives - Rare Book Insider

Libreria Antiquaria Il Cartiglio

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book (2)

MEMORIE SACRE DI RAVENNA SCRITTE DAL SACERDOTE ANTONIO TARLAZZI IN CONTINUAZIONE DI QUELLE PUBBLICATE DAL CANONICO GIROLAMO FABRI. (PARTE I E PARTE II)

TARLAZZI Antonio, sacerdote Legatura originale in mezza pergamena con punte e carta decorata policroma; al dorso, titolo, autore e fregi in oro su tassello verde; fregi sempre in oro agli scomparti. All`antiporta, ritratto inciso del cardinale Falconieri, arcivescovo di Ravenna; 488 pagine numerate, compreso il frontespizio, 1 tavola fuori testo incisa di carattere archeologico; II PARTE: da pagina 489 a 664 numerate, compreso il frontespizio. Al fondo del volume, bella tavola incisa e ripiegata fuori testo raffigurante pianta della città di Ravenna circondata da 20 vedutine. Rassegna degli edifici sacri e profani, esistenti o demoliti, di Ravenna redatta da Antonio Tarlazzi a completamento dell`opera di Girolamo Fabri "Le sagre memorie di Ravenna antica": per ogni monumento sono fornite informazioni riguardanti le vicende storiche (anche attraverso l`ausilio delle fonti letterarie: Girolamo Rossi, Girolamo Fabri, Antonio Zirardini, Marco Fantuzzi, Agnellus), la struttura architettonica, la datazione e una breve descrizione dell`apparato decorativo scultoreo, pittorico o musivo. Introduzione storico-geografica sulla città e serie cronologica degli Arcivescovi ravennati dal 1. sec. al 1826. Cenni sui mosaici di: Palazzo Arcivescovile (Cappella di S. Pier Crisologo (494 ca. - 519 ca.); frammenti conservati nella Sala Lapidaria provenienti dalla tribuna della Basilica Ursiana, detta Chiesa Metropolitana; Bagni restaurati dall`Arcivescovo S. Vittore); S. Andrea Maggiore (pavimenti sottostanti); S. Apollinare in Classe (535 ca. - 1138 ca.); S. Apollinare Nuovo (493 ca. - 569 ca.); S. Giovanni Evangelista (mosaici perduti dell`abside e pavimento di 13. sec.); S. Giovanni in Fonte (449 ca. - 475 ca.) (Battistero Neoniano: cupola); S. Maria in Cosmodin (493 ca. - 526 ca.) (Battistero degli Ariani); S. Michele in Africisco (537 ca. - 545 ca.); Ss. Nazario e Celso (425 ca. - 450 ca.) ( (Mausoleo di Galla Placidia); S. Vitale (547). Esemplare in ottimo stato conservativo, molto fresco all`interno, salvo un`alone al margine superiore delle ultime carte e dalla elegante legatura.
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COMMEDIA

COMMEDIA

ALIGHIERI Dante (1265-1321) - BOCCACCIO Giovanni (1313-1375). Con il commento di Iacomo della Lana, e le correzioni di Cristoforo Berardi. Legatura della prima metà del XX secolo, firmata dal noto legatore francese Charles Meunier (1865-1948), in pieno marocchino viola a grana grossa, dorso a 4 nervi rilevati, autore e data in oro a uno scomparto superiore; ai contropiatti, duplice filetto in oro e guardie marmorizzate. 373 carte non numerate (su 376, mancano le 3 carte bianche in a, a1 a pp12 finale), testo su 2 colonne e 49 linee, carattere (Type): 5:90G. Collation: á é8; a-i K10 l8; m8 n-s10 t v8 x y10; aa-gg10 hh ii8 KK-OO10 PP. ( á2r life of Dante, a2r table of Inferno, a3r Inferno with commentary, m1r table of Purgatorio, m2r Purgatorio with commentary, aa1r table of Paradiso, aa2r Paradiso with commentary, PP8-11 verses by Busone da Gobbio and Dante`s son Jacobo, the Credo of Dante and colophon, 373 leaves (of 376, without the 3 blanks á1, a1, and PP12). Letterine rubricate in rosso e blu, alcune molto grandi poste a metà del Purgatorio. Alla seconda carta, antico timbro di possesso "Ex Bibl. Ios. Ren. Card. Imperialis", la biblioteca del cardinale Giuseppe Renato Imperiali (1651-1737), Legato di Ferrara dal 1690 al 1696, andata dispersa alla fine del Settecento. Al verso dell`ultima carta, fitte antiche annotazioni manoscritte. Diverse chiose manoscritte lungo il volume. Sesta edizione in assoluto della Divina Commedia e prima edizione con commento, edita a cura di Cristoforo Berardi di Pesaro. Essa contiene inoltre la prima edizione della Vita di Dante del Boccaccio, una delle fonti biografiche dantesche più importanti, del Capitolo in terza rima sopra la Commedia di Bosone dei Gabrielli, del Capitolo, sempre in terzine, di Jacopo Alighieri, figlio del Poeta, e del corpus di opere poetiche attribuite a Dante stesso, ovvero il Credo, i Dieci Comandamenti, i Sette peccati capitali, il Pater Noster e l`Ave Maria. Il commento è unanimamente attribuito a Jacopo della Lana e non a Benvenuto da Imola, come declamato nel sonetto di sottoscrizione. Cfr. Alai, Lersquo;editio princeps del più celebre testo della nostra letteratura - 1472 ".Nel 1477 Windelin von Speyer, celebre stampatore attivo a Venezia, pubblicò quella che è considerata come la prima edizione commentata della Divina commedia. La stampa, curata da quel Cristoforo Berardi da Pesaro che probabilmente editò anche la princeps windeliniana del Canzoniere nel 1470, presenta il commento volgare di Jacopo della Lana (composto nella prima metà del XIV secolo), presentato sotto il nome di Benvenuto da Imola, autore a sua volta di un famoso commento dantesco terminato nel 1380. Lersquo;erronea attribuzione è forse intenzionale, se si considera il maggior prestigio che ad un lettore del tempo suscitava il nome di Benvenuto da Imola. Lersquo;edizione di Windelin, che riporta per la prima volta anche la Vita di Dante del Boccaccio, è dunque la prima edizione della Commedia realizzata con intenti storico-didattici". The ?rst Venetian edition of Danteersquo;s poem was also the ?rst to be printed with a commentary. In this case, the commentator is Jacopo della Lana (ca. 1278endash;ca. 1358), a contemporary of Dante. Della Lana wrote his commentary sometime after Danteersquo;s death, but before 1328. It is considered among the best of the early criticisms along with those of Benvenuto da Imola, Guido da Pisa, and two of Danteersquo;s three sons, Jacopo and Pietro. In this edition, however, the colophon incorrectly attributes della Lanaersquo;s commentary to Benvenuto da Imola, perhaps to increase sales through name recognition (cf. Cachey, et al.). This edition also contains the ?rst printing of Giovanni Boccaccioersquo;s Vita di Dante, or Life of Dante. Boccaccio (1313endash;1375), who was only eight years old when Dante died, was among the ?rst of the poetersquo;s defenders to extol his virtues through a combination of commentary, teaching, and textual editing. Attempting to reclaim its exiled native son, the City of Florence commissioned Boccaccio to deliver a series of lectures on Dante beginning in 1373.Esemplare complessivamente in buone condizioni, con alcune carte di posibile provenienza diversa e interamente rinfrescato all`epoca della legatura. Prima carta con margini integrati attorno al testo; le carte con numerazione a matita 56 e 57 posposte alle 58 e 59; così come le carte 74 e 75 sono posposte alle 76 e 77, la carta numerata a matita 322 leggermente più corta al margine inferiore.
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(Sacra Bibbia) AFBEELDINGEN DER VOORNAAMSTE HISTORIEN

(Sacra Bibbia) AFBEELDINGEN DER VOORNAAMSTE HISTORIEN, SOO VAN HET OUDE ALS NIEUWE TESTAMENT / Door verscheide van de geestrykste en vermaardste tekenaars en plaatsnyders seer kunstig afgebeeld. Altro titolo in latino, olandese e francese: HISTORIAE SACRAE TAM VETERIS QUAM NOVI TESTAMENTI, elegantissimis iconibus expressae De heylige historien zoo van het Oude als Nieuwe Testament, door zeer konstige figuren afgebeeld Die heylige Historien des Alten und Neuen Testaments, in kunstlichen Figuren afgebildt The sacred histories of the Old and New Testament, represented by very artificial figurs [sic] Histoires sacrées du Vieux et du Nouveau Testament, représentées par de tres belles figures.

VISCCHER Nicolaes (1649-1702) - MERIAN Mattheus (1593-1650) Elegante legatura dell`inizio del XIX secolo in pieno marocchino rosso a grana grossa di produzione inglese; ai piatti filetti e bordura fitomorfa in oro con cantonali; al centro dei piatti, armi gesuitiche in oro con parte centrale su tassello verde; dorso con doppi 5 nervi rilevati, titolo in oro su tassello verde ed eleganti fregi in oro agli scomparti; dentelle interne in oro; tagli dorati; guardie marmorizzate; al contropiatto anteriore, etichetta del libraio inglese ottocentesco H.M. Gilbert; ex-libris di "John Ludford Esq."2 carte bianche; 6 (su 8, mancano A1 e A2, mancanza rilevata anche in altri esemplari consultati) carte non numerate, compresi frontespizio figurato con titolo in latino, olandese e francese, ritagliato alla parte figurata della lastra e inserito su foglio bianco ritagliato a ricreare il margine; frontespizio con titolo in olandese in rosso e nero e ampia vignetta incisa; 71 carte numerate; 2 carte non numerate; 121 carte numerate; 2 carte non numerate, di cui la prima è un`antiporta figurata; 85 carte numerate; 2 carte bianche. All`interno, ben 277 incisioni nel testo raffiguranti scene dell`Antico e Nuovo Testamento, corredate da testo in prosa in tre lingue, disegnate dallo stesso Visccher ed incise da Pieter Hendricksz Schut. Bella e celebre edizione di una Bibbia illustrata e pubblicata in unica edizione dal celebre tipografo olandese Nicolaus Visccher. Esemplare in buone condizioni, leggere sciupature alla legatura; segnalate rimarginazione dell`antiporta inziale e mancanza di due carte iniziali; piccolo strappetto marginale richiuso alla carta 39; incisioni fresche e bene impresse.
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book (2)

POLIDORO VIRGILIO D`URBINO, DE L`ORIGINE DEGL`INVENTORI DE LE LEGGI

Legatura di epoca successiva inelegante piena pelle pelle verde con cornice dorata ai piatti; dorso a quattro nervi rilevati, titolo su tassello ed eleganti fregi in oro agli scomparti. Alla carta di guardia anteriore nota di possesso datata 1795 di Antonio Contarini. 8 carte non numerate compreso il frontespizio con marca tipografica, 257 - (3) pagine numerate di cui l`ultima reca la marca dei Giolito. All`interno numerosi capolettera abitati e silografati. Seconda edizione del Giolito sulle tre pubblicate: la prima del 1543 e la terza del 1550. Opera enciclopedica di Polidoro Virgilio, nato a Urbino nel 1470, autore di De inventoribus. Il testo trattadei primordi delle arti e delle scienze, e degli inventori di ogni cosa; particolarmente interessante la parte dedicata alle scienze ed ai vari mestieri: agricoltura, tessitura, medicina, enologia, metallurgia, aritmetica, architettura, astrologia, navigazione, geometria, musica, arte del vetro, monetazione, etc. etc. Nel primo libro tratta dell`origine degli dei, della grammatica, dell`arte poetica, della filosofia, astrologia, negromanzia, chiromanzia, nel terzodell`origine della vite e del vino, dell`architettura, tratta quindi della creazione,del matrimonio, della religione, degli ordini religiosi, della Chiesa, ma anche della scienza militare, dei metalli, della prostituzione.Il libro diventa presto popolaree viene tradotto in francese (1521), tedesco (1537), Inglese (1546) e spagnolo (1551). Tutte le edizioni, però, eccetto quelle che seguono il testo sanzionato da Gregorio XIII nel 1576, vengono messe all`indice dei libri proibiti. Esemplare in complessive buone condizioni con lieve ma ampia gora d`acquaalla parte inferiore fino a metà del volume.
book (2)

BALLERINA

Litografia originale impressa a colori, firmata a matita dall`artista e numerata 128 su 200 impressa su carta Arches. Il soggetto fu ideato per il manifesto sulla mostra personale dell`artista prevista nel mese di marzo-aprile del 1956 presso la Galleria Bergruen a Parigi e fu stampata come un manifesto con un testo sottostante. Severini dello stesso soggetto, ma senza il testo, ne pubblicò 200 esemplari numerati e firmati da lui medesimo tra i quali quello in esame.Pittore italiano che seppe unire scienza ed arte, rigore costruttivo e fantasia inventiva, raggiungendo la più completa felicità espressiva quando, tra il 1910 ed il 1915, innestò i valori dinamici del futurismo su quelli costruttivi del cubismo. Nato a Cortona il 7 aprile 1883, giunse sedicenne a Roma. Qui Giacomo Balla lo avviò alla pittura divisionista che approfondì a Parigi a partire dal 1906 (Primavera a Montmartre, 1909). A contatto con Pablo Picasso e Georges Braque, Juan Gris e Guillaume Apollinaire, partecipò al nascere e svilupparsi del cubismo (che teorizzò in "Dal cubismo al classicismo", del 1921, mentre i suoi amici pittori rivivranno nell`autobiografica "Tutta la vita di un pittore", del 1946). Risiedendo a Parigi dal 1906, Severini fece da intermediario fra i colleghi futuristi in Italia e gli amici dell`avanguardia parigina dediti in questo periodo al Cubismo. Il tema della Danza ispirò fortemente la sua fantasia sperimentale. La ricerca che l`artista fece fu sempre caratterizzato da alcuni elementi quali la luce, il colore e alcune particolari forme di ispirazione cubista atte a trasmettere il movimento. Firmatario nel 1910 del manifesto della pittura futurista, sollecitò Umberto Boccioni e Carlo Carrà a raggiungerlo a Parigi dove, nel 1912, organizzò la prima mostra dei futuristi. Frequentatore di cabaret, Severini rappresentò quel mondo notturno di luci e danze in capolavori come La danza del pan pan al Moncio (1911), Geroglifico dinamico del bal tabarin e Ballerina in blu (1912).Giunse a una visione caleidoscopica in cui spazio e tempo, presente e passato, insieme e particolare si fondono in una festa di luci e colori.Dal 1924 al 1934, anche a seguito di una crisi religiosa, si dedicò all`arte sacra in grandi affreschi e mosaici soprattutto per chiese svizzere. Nel secondo dopoguerra, riscrivendo in chiave di decorativismo astratto le proprie opere futuriste, Severini ritrovò la vena più felice. Nel 1949-1950, Severini aderì al progetto della importante collezione Verzocchi, sul tema del lavoro, inviando, oltre ad un autoritratto, l`opera "Simboli del lavoro". L`esemplare si presena in buone condizioni conservative.
book (2)

TULLY`S OFFICES, IN THREE BOOKS TURNED OUT OF LATIN INTO ENGLISH BY SR. RO. L`ESTRANGE. THE FOURTH EDITION CORRECTED TO WHICH IS ADDED A TABLE.

Elegantissima legatura inglese in pieno marocchino marrone con ricchissimi girari a motivo floreale in oro ai piatti, racchiusi entro bordura laterale in oro; dorso a 5 nervi rilevati fregi floreali in oro agli scomparti; dentelle interne in oro e tagli dorati; al contropiatto posteriore, ex-libris di Lord Arundel of Wardour. 1 carta bianca; 1 bella antiporta figurata firmata da P.P. Bouche;10 pagine non numerate; 1 carta bianca; 106; 1 carta bianca; da 107 a 174; 1 carta bianca; da 175 a 260 pagine numerate; 1 carta bianca; 18 pagine non numerate; 1 carta bianca finale. Quarta edizione della traduzione classica di L`Estrange del De Oficiis, uno dei testi scolastici standard dell`epoca. Questa versione inglese è considerata una delle migliori ed è stata ristampata molte volte, anche se ingiustamente eclissata in seguito dalla versione di Cockman. Il De Officiis (Sui doveri/obblighi), scritto nel 44 a.C., l`anno della morte di Cicerone, è stato enormemente influente. Voltaire scriveva: "Nessuno (altro) scriverà mai qualcosa di così saggio".Il libro è diviso in tre parti ed è un trattato di etica e morale. Il primo libro discute la natura dell`obbligo morale, il secondo libro si concentra sull`etica pratica e il terzo libro esplora il concetto di amicizia. Esemplare in ottime condizioni, dalla legatura particolarmente elegante.
book (2)

TRE LIBRI DI PISTOLOTTI AMOROSI DEL DONI, PER OGNI SORTE GENERATIONE DI BRIGATE: CON ALCUNE ALTRE LETTERE D`AMORE DI DIVERSI AUTORI, INGEGNI MIRABILI, E NOBILISSIMI INTELLETTI, POSTE NEL FINE; CON UNA TAVOLA IN SOMMA, QUANTO IL SUGGETTO DELLE LETTERE CONTIENE.

Legatura in piena pelle con filetto in oro ai piatti; dorso a 5 nervi con fregi e titolo in oro; tagli rossi; sguardie marmorizzate; mancanza della carta di guardia bianca anteriore. 282 carte numerate, marca tipografica dei Giolitoal frontespizio e altra marca al recto dell`ultima carta. Capilettera abitati e silografati.Cfr. Treccani: I Pistolotti ebbero un`edizione accresciuta nel 1554 curata per l`Accademia Pellegrina da Marcolini e una definitiva, giolitina, nel 1558, con il titolo di Tre libri di pistolotti. "Inventario delle masserizie d`amore", l`opera raccoglie lettere, capitoli, madrigali, sonetti, epigrammi, canzoni, anche questi non tutti inediti, nonostante l`affermazione che si tratta di un "nuovo trovato" nel dialogo VI del ragionamento VII dei Marmi. La trattazione della materia amorosa non si discosta dai collaudati moduli berneschi e antipetrarchisti ("Ho poetato per burlarmi del mondo, e per farmi beffe d`alcuni scattolini d`amore, i quali non sanno uscire di - Madonna, io v`amo e taccio - e - S`io avessi pensato - e simili altre ciabattarie", lettera a T. Pandola) né si libera, se non episodicamente, ad una confessione di incapacità ("per non sapere . per non esser mai stato tanto inamorato", lettera a D. Nalisio. Esemplare in buone condizioni tranne per il frontespizio leggermente ossidato e alcune macchie alle prime pagine.
book (2)

LE TRE FONTANE DI MESSER NICOLÒ LIBURNIO IN TRE LIBBRI DIVISE, SOPRA LA GRAMMATICA, ET ELOQUENZA DI DANTE, PETRARCHA, ET BOCCACCIO.

Elegante legatura dell`inizio del XIX secolo in marocchino rosso; ai piatti, cornice con ampia greca, rombo centrale con inserto in pelle verde ed graziosa cornicetta a motivo fitomorfo con coppa centrale, il tutto in oro; autore e titolo su tassello verde, filetti e fregi floreali in oro al dorso; sguardie marmorizzate. (4)-74 carte numerate, di cui l`ultima è bianca. Collazione 4 A-H8 I6 K 4. PRIMA EDIZIONE, a cui ne seguì una seconda nel 1534, di una delle prime opere che esaltano il volgare toscano e le grandi opere trecentesche scritte in questa lingua. È considerato il primo dizionario monolingue italiano. L`umanista Liburnio illustra il linguaggio e la sintassi impiegati dalle tre Corone, ovvero Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, in contrasto con la riforma linguistica proposta da Gian Giorgio Trissino. Il primo libro contiene la nota Difesa di Dante. Questi tre grandi autori (le tre fonti, o fonti dell`eloquenza) sono usati come modelli, in linea con la posizione espressa dal lessicografo in una delle sue opere precedenti. Esemplare abilmente rinfrescato con piccole integrazioni a risarcire numerose traforature di tarlo ai margini o mancanze, lontano dal testo; margini superiori rifilati o corti, con parziali perdite in alcune pagine delle lettere di intestazione di pagina o di numerazione delle stesse, senza ledere il testo letterario; esemplare in complessive ancora buone condizioni.
book (2)

I SEI PRIMI LIBRI DEL ENEIDE DI VERGILIO, TRADOTTI À PIÙ ILLUSTRE ET ONORATE DONNE. ET TRA Lersquo;ALTRE À LA NOBILISSIMA ET DIVINA MADONNA AURELIA TOLOMEI DE BORGHESI, A CUI ANCHO E` INDIRIZZATO TUTTO IL PRESENTE VOLUME.

Legatura ottocentesca in pieno marocchino color nocciola. Triplice filetto dorato ai piatti con al centro un elegante fregio anch`esso dorato. Dorso a 4 nervi contitolo e indicazione dell`anno 1594 (errato). 24- 23-20-19-(1cb.)-27-(1cb. con note manoscritte)-25-(6, su 7 con mancanza dell`ultima, bianca) carte numerate. All`interno, 22 eleganti vignette incise nel testo, alcune ripetute e 10 provenienti dall`edizione del 1528, mentre le restanti provengono dall`edizione precedente del 1540. L`opera è divisa in 6 libri; ogni libro, eccetto il primo, inizia con proprio frontespizio figurato con ritratto di Virgilio, tratto dall`edizione del 1528, e dati tipografici; il frontespizio principale contiene il titolo e la data iscritti entro bella e ampia bordura figurata a silografia,nella parte superiore con medaglioni e la scritta eldquo;S.P.Q.R.erdquo;, due figure contrapposte ai lati, Marco Tullio Cicerone e Catilina e una scena di battaglia nella parte inferiore.Rara terza edizione collettiva, la prima del 1540 edita da Comin da Trino per Zoppino, ristampata dal Sessa nel 1543, la presente dal Padovano nel 1544 a cui ne seguì un`ultima dal Farri nel 1545.Il primo libro si apre con dedica "al nobilissimo et gentilis. M.A. Aldobrando Cretane, M.Gio. Valerio" e una epistola dedicatoria di tutto il volume ad Aurelia Tolomei de Borghesi, che raccoglie i volgarizzamenti in versi sciolti dei primi sei canti dell`Eneide. Il libro secondo, l`unico già apparso autonomamente nel 1539, presenta una dedica del card. Ippolito de` Medici a Giulia Gonzaga; il terzo una di Bernardino Borghesi a Giulia Petrucci; il quarto di Bartolomeo Piccolomini Carli ad Aurelia Petrucci; il quinto di Aldobrando Cerretani a Girolama Carli Piccolomini; ed il sesto di Alessandro Piccolomini a Frasia Venturi. Esemplare in discrete condizioni:ampio restauro integrativo ai bordi inferiore e laterale del frontespizio principale, non lede l`immagine, con piccolo foro al centro del lato destro; restauro integrativo di qualche millimetro al margine inferiore e laterale delle prime 7 carte, lontano dal testo; alla carta 2, all`interno in centro, antico rappezzo su entrambe le pagine a richiudere una lacuna o una macchia, non lede il testo; lievi piccoli aloni al bordo laterale delle ultime carte; per il resto in buone condizioni dalle incisioni bene inchiostrate.